Artist alley alle fiere del fumetto in Italia

L’Artist Alley è internazionalmente conosciuta come un’area delle fiere dedicata esclusivamente agli artisti intenzionati a promuovere e vendere il proprio lavoro. Al di fuori dell’Europa, specialmente dell’Italia, è una sezione dell’evento particolarmente importante, dietro al quale si trova un’accurata organizzazione, così da permettere a tutti i partecipanti di godersi la fiera e lavorare in condizioni ottimali. In Giappone e negli Stati Uniti esistono padiglioni interi dedicati a questo settore, così ampi e spaziosi da poter ospitare centinaia di artisti, dando loro l’occasione di mostrare il proprio duro lavoro.
In Europa sta piano piano prendendo piede l’interesse per le Artist Alleys, e alcuni dei festival più grandi del continente hanno già dimostrato la propria dedizione a questa iniziativa, tra cui il DoKomi di Düsseldorf, L’MCM Comic Con di Londra e il Japan Expo di Parigi.

All’interno delle convention sopracitate, l’attenzione per quest’area artistica è sempre stata estremamente alta, ancor di più in questo periodo di post-pandemia, in cui il pubblico freme dalla voglia di uscire e fare nuove esperienze. Il Japan Expo, tenutosi a Luglio di quest’anno, offriva un padiglione intero soltanto per l’Artist Alley, e alcuni artisti al suo interno si erano ingegnati per offrire piccoli giochi gratuiti con in palio propri lavori, altri invece regalavano cartoline per promuovere i propri social. Chiaro è che, in fiere stabilite nel settore, l’attenzione prestata agli artisti è segno di grande innovazione e professionalità.

Purtroppo, l’Italia è rimasta un po’ indietro per quanto riguarda questo sviluppo, non essendosi ancora messa in atto per seguire il flow di questo settore.

Non è una novità la grave mancanza di spazi dedicati agli artisti all’interno delle fiere, specialmente prendendo in considerazione l’emergente interesse nei confronti dei piccoli content creator e nei lavori da loro prodotti. L’Italia non ha ancora spostato la propria attenzione verso l’ambito che potrebbe dare più soddisfazione, sia al pubblico che a coloro che si occuperebbero di intrattenerlo. Poter sostenere gli artisti, parlare con loro direttamente e commissionare delle opere sta diventando sempre più importante, e soprattutto, sempre più richiesto dal target preso in considerazione: i giovani appassionati di cosplay, anime e manga.

Una cosa è comprare del merchandise non ufficiale di un media che interessa, magari un prodotto rivenduto da Aliexpress senza tanti riguardi; un’altra cosa è poter supportare un artista, instaurare un rapporto con la persona in questione, addirittura fare amicizia e permettere nuovi collegamenti interpersonali.

Questo non significa che gli stand di rivendita di prodotti di anime e manga debbano sparire o che non siano necessari, ma è lampante che l’interesse principale della maggioranza dei fruitori delle fiere non stia esattamente nelle solite bancarelle che si vedono da vent’anni.

A malincuore ci si rende conto ogni anno che neanche le grandi fiere italiane prestano attenzione a questo settore in rapido sviluppo: non è un segreto che il Lucca Comics and Games e il Romics siano ancora anni luce dallo stabilire uno spazio efficace dedicato agli artisti. Ogni edizione si prospetta come l’opportunità per provare qualcosa di nuovo, proporre iniziative e staccarsi dalla tradizione; e puntualmente gli appassionati rimangono delusi dalla misera organizzazione riservata al settore. In entrambe le fiere nominate in precedenza, il costo per potersi ritagliare uno spazio all’interno della decantata Artist Alley è improponibile, di certo al di sopra del budget di un artista emergente. Come se non bastasse, la location dedicata a questo ambito viene solitamente posizionata lontano dal centro della fiera, e spesso neanche particolarmente pubblicizzata sui canali social dello stesso festival. La maggior parte degli artisti perde le speranze ogni volta, rinunciando alla propria partecipazione in quanto non agevolata dall’organizzazione.

Il mese scorso si è tenuta la quattordicesima edizione del Milano Comics & Games, fiera ormai nota e particolarmente apprezzata nel Nord Italia. Il 17 e il 18 Settembre, all’interno dei padiglioni del polo fieristico di Malpensa, si ha avuto modo di vivere un weekend al di fuori dal comune, accompagnati da ospiti di qualsiasi genere e tornei, raduni ed esibizioni. Con un totale di 200 espositori, la fiera ha potuto soddisfare gli interessi di ogni community coinvolta, prestando sorprendentemente particolare attenzione agli artisti nascenti.

Il Milano Comics & Games ha fatto passi avanti in questa quattordicesima edizione, prendendo parte all’”Artist Alley Project”: uno spazio libero e gratuito a disposizione degli artisti, che siano illustratori, disegnatori o coloristi, e che siano affermati o emergenti. Chiaramente uno sviluppo benvenuto all’interno di questo ambito, specialmente per l’opportunità gratuita di partecipare a qualunque artista fosse interessato. Il progetto sostiene inoltre la vendita di materiale prodotto in proprio, dando quindi la più libera autorizzazione di promuovere uno dei settori più creativi esistenti, anche dal punto di vista finanziario.

Lo spazio in questione offre, infatti, un tavolo con una sedia, prese di luce elettrica, vigilanza notturna, pass sia per la fiera che per il parcheggio, per l’artista e un accompagnatore, nonché promozione sui social della fiera. Chiaramente un salto di qualità rispetto al bassissimo standard di cui si sono dovuti accontentare gli artisti fino ad ora.

Non è finita qui, in quanto l’”Artist Alley Project” è un’iniziativa dedicata a tutti gli eventi organizzati dall’associazione Fiere del Fumetto, comprendendo così una serie di altri festival presenti a Milano, Ancona, Cerea e Forlì.

Un’altra conferma del grande successo di questa iniziativa è proposto dal Vicenza Comics & Games, tenutosi agli inizi di Ottobre. Facendo parte dello stesso circuito fieristico, l’evento ha avuto modo di fornire uno spazio agli artisti anche durante questo festival, riscuotendo un’ingente somma di recensioni positive da parte del pubblico sui social.

Che sia questo l’inizio della diffusione di spazi dedicati agli artisti all’interno delle fiere?
Lo scopriremo solo vivendo.

Fino ad allora, Rights Chain vi ricorda che per qualsiasi necessità riguardante la gestione del copyright per i propri lavori: noi siamo qua. Il nostro obiettivo sta nel tutelare e proteggere i lavori di piccoli content creator di fronte ad argomenti tanto dispersivi come il diritto di autore.

Autore

Yako

Yako

Articolista

Content Creator in ambito cosplay, gaming e animazione. Con un diploma in lingue straniere e una grande passione per la cultura orientale, scrive di diritto d’autore per proteggere i lavori di artisti e giovani menti. Cosplayer dal 2015, Yako è un sostenitore dell’identità di genere e dello sviluppo della propria creatività tramite attitudini personali: che siano giochi di ruolo, cosplay o scrittura.

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