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Notizie dal Mondo

Il 45% dell'attività economica totale della UE è riconducibile all'industria della proprietà intellettuale per un valore di 6.6 trilioni di EURO tra Brevetti, Marchi, Design Industriale e Diritto d’Autore. (25 Settembre 2019, EUIPO)

 

Abbiamo raccolto in queste pagine un insieme di articoli e notizie dal mondo sul tema della Proprietà Intellettuale e Diritto d'Autore, selezionato e verificato dal nostro Ufficio Stampa.

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Uno studio di Google dimostra come sia facile rimuovere i watermark grazie all'intelligenza artificiale
Uno studio accademico per aiutare chi crea contenuti a creare watermark (o filigrane) più efficaci. È questo l'intento con cui Google crea un algoritmo basato su intelligenza artificiale che dimostra quanto sia facile rimuovere le filigrane dalle immagini. Uno studio che offre uno spunto di riflessione importante su quanto impatto possano avere li algoritmi di machine learning sui contenuti ad elevato contenuto creativo.
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Dopo la paura per le persone, la paura per il retaggio culturale
Le persone scrivono la storia. Una guerra, non fa vittime solo le persone, ma anche la storia che queste hanno scritto (^SZ). Anche UNESCO scende in campo in merito alla guerra in Europa, segnalando la necessità di rinforzare le misure protettive per i beni culturali. L'Ucraina è patria di sette siti protetti dall'UNESCO come patrimoni culturali con l'intento di mettere sotto lo "Scudo Blu" i siti protetti sotto l'emblema della Convenzione dell'Aia del 1954 per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato per evitare danni deliberati o accidentali.
Intelligenza artificiale e diritto d'autore: l'opera non può essere attribuita all'algoritmo
È un dibattito aperto quello su diritto d'autore e intelligenza artificiale. Il Copyright Office americano ha nuovamente respinto un appello al tentativo di registrazione di un'opera generata con una "macchina creativa" basata su un algoritmo da machine learning. L'appello dell'ufficio è che le opere devono essere "frutto di ingegno e creatività", cosa che oggi non può essere attribuibile ad una macchina o un software. Considerando che l'attuale stato di AI si basa su enormi masse di informazioni che alimentano la "conoscenza" dell'algoritmo stesso, è ragionevole affermare che il risultato della creatività di questi sistemi sia un fattore statistico o matematico, e non creativo. Stando ad un'affermazione fatta da un giudice Australiano, tuttavia, opere di questo genere potrebbero essere invece oggetto di brevettazione.
Quando anche YouTube ammette che il suo ContentID ha creato un gran problema
Essere content-creator oggi sta diventando un problema sempre più sensibile. Un utente di YouTube con 20 mila iscritti sul suo canale, e circa 2.000 su Twitch, si è trovato a fronteggiare una violazione di copyright quando il suo video è stato caricato sulla piattaforma di Google: un test di pochi minuti per vedere come funzionasse il suo nuovo microfono. ContentID, la piattaforma di YouTube per la gestione delle violazioni, è intervenuta senza colpo ferire e ha associato il brano per la monetizzazione a un'altra figura.
Il Regno Unito non adotterà la direttiva UE sul diritto d'autore dopo la Brexit
Grazie alla Brexit, il Regno Unito potrà evitare di adottare la direttiva UE per il Copyright. Questo significa che per i residenti UK non ci saranno Link Tax o Filtri In Upload obbligatori. Ma è tutto davvero oro ciò che luccica?
Blockchain e NFT peggiorano ulteriormente il problema del diritto d'autore
Quando tocchi un segmento di mercato che va nell'ordine delle decine di miliardi di dollari all'anno (2021) è inevitabile che accadano tre cose, in questo ordine: hype ed entusiasmo per la novità, frodi e furti, conseguenze legali. Come OpenSea ha accusato svariati problemi nelle settimane scorse, Cent - la piattaforma che ha venduto il primo Tweet di Jack Dorsey sotto forma di NFT - ha bloccato gran parte delle transazioni per via della quantità di frodi e truffe che venivano perpetrate tramite il proprio sistema. Anche il governo inglese ha recentemente sequestrato 3 NFT (per la prima volta) per un valore di 1.4 milioni di Sterline inglesi.
Audius la piattaforma musicale basata su blockchain si presenta come un incubo per il copyright
Nata per competere con SoundCloud dopo l'intensificarsi delle segnalazioni per violazione sulla piattaforma, Audius punta sulla tecnologia: pubblicazione di un catalogo che non può essere eliminato perché residente su Blockhcain, un registro digitale da cui i dati non possono essere cancellati. Ma che succede se il brano musicale è in violazione dei diritti di qualcuno? Secondo gli stessi fondatori della piattaforma, non sono in grado di rimuovere il brano in violazione, di fatto peggiorando il problema.
Quando qualcuno segnala una violazione di copyright prima ancora che il contenuto sia online
Accade ad un utente di YouTube che, prima ancora di poter fare la propria live, si trova un ban da parte della piattaforma per violazione dei diritti in nome e per conto di Warner Bros. Un ban che prevede la sospensione per tre mesi delle proprie live, non creata da un algoritmo, non per un errore, ma da parte di un utente che ha inserito manualmente la segnalazione per conto della casa produttrice.
Inizia a sgretolarsi il fenomeno NFT a colpi di cause e violazioni di marchi e copyright
La materia della proprietà intellettuale è complessa e "NFT" o "blockchain" non sono la risposta. Così si elencano ogni giorno casi eclatanti come la DAO Spice si aggiudica per oltre 3 milioni di dollari USA una copia del libro Dune - ma non i diritti, artisti che segnalano utilizzi non autorizzati dei propri lavori su piattaforme NFT o marchi come Nike o Hermes che avanzano cause contro portali o piattaforme altamente tecnologiche, ma scarsamente preparate sull'argomento.
La società di investimento Hipgnosis investe 1 miliardo di dollari in diritti su cataloghi musicali
Straordinariamente si sta entrando in un'era in cui quasi tutta la musica consumata è pagata, grazie ai servizi di streaming. L'industria musicale, si sa, è una delle categorie in cui è percepibile il valore del materiale protetto da diritto d'autore. E Hipgnosis, società di investimento inglese, lo dimostra investendo 1 miliardo di dollari USA in diritti su cataloghi musicali.
Aumentano le tensioni tra la tutela della proprietà intellettuale e il diritto alla riparazione
Vuoi riparare qualcosa che hai comprato? Man mano che dispositivi e veicoli hanno sempre più software integrato, il principio del fai da te per ripararli diventa un problema di violazione del copyright.
Eludere il copyright con l'IA: generare ogni possibile melodia per rilasciarla nel pubblico dominio
Cosa succederebbe al Copyright se qualcuno creasse ogni possibile melodia e la rilasciasse nel Pubblico Dominio? Questo è quello che due musicisti/programmatori stanno facendo usando l'IA per creare fino a 300K melodie al secondo ed evitare così i problemi di copyright.
Chi dovrebbe avere i diritti sui contenuti generati da Intelligenza Artificiale?
Più l'IA va avanti, più si dà credito alla sua presunta creatività. Che, finora, è stato qualcosa che potrebbe essere attribuito solo agli umani. Ma dato che sempre più contenuti generati dall'IA vengono creati, chi dovrebbe possederne il copyright?
Google elimina decine di migliaia di link sulla base di false segnalazioni di violazione
Il tema della gestione del copyright online si articola tra difficoltà e tentativi di evitare i problemi. In questo tentativo il magnate dei motori di ricerca elimina decine di migliaia di link dai propri risultati di ricerca sulla base di false segnalazioni per violazione del copyright.
HitPiece arresta la sua piattaforma NFT in virtù della violazione del diritto d'autore
La folle corsa all'innovazione e gli NFT tornano a far discutere. Sembra che HitPiece, una piattaforma ancora in beta, abbia creato la propria banca dati di "tutta la musica del mondo" usando Spotify, prima di convertire ogni brano unico in un NFT. La reazione dei detentori del diritto d'autore si è fatta subito sentire e la piattaforma è stata messa offline in attesa di una decisione. La situazione attorno al fenomeno NFT e le frodi ad esso connesse continuano a far parlare e creare confusione e diffidenza in quello che, solo in parte, potrebbe essere un supporto a chi crea contenuti. Proteggere il proprio lavoro prima di renderlo pubblico è sempre una delle pratiche più consigliate per poter fronteggiare problemi che possono nascere in futuro.